NOTA! Questo sito utilizza i cookie tecnici.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

testo e foto di Uwe Werner

Questa specie del Sud America è conosciuta dagli appassionati da molti anni, sebbene non sia stata ancora descritta. E' famosa con il nome volgare Laetacara dalla bozza frontale perch é entrambi i sessi presentano la fronte alta con una gibbosità che, nei maschi anziani, può essere veramente imponente, anche se devo dire di aver visto soggetti dal profilo assolutamente normale. Precedentemente ascritta al genere Aequidens, questa specie è stata collocata da Kullander nel 1986 nel genere Laetacara il cui nome latino è composto da due parole, laetus (gioioso) ed Acara (il nome con cui il popolo Guarani indica i Ciclidi) e fa riferimento all'aspetto del pesce che, grazie al disegno sul muso, sembra sorridere. Nel 1949 Ladiges pubblicò un articolo con foto di questo pesce, di cui però non si sapeva ancora nulla, nel 1978 è stato ripresentato nella letteratura specializzata e solo nel 1985 Koslowski ha scoperto che la specie è originaria del Rio Tapajos, in Brasile e che ne esistono diverse varietà.


Coppia di Laetacara

femmina con uova

femmina con larve

femmina con avannotti

Qualche anno fa ho avuto la possibilità di visitare la zona d'origine di questo Ciclide e ho constatato che vive preferibilmente nelle varzeas, cio è gli stagni formati dalle inondazioni che allagano zone molto vaste. Alla fine della stagione secca alcuni di questi stagni si sono ridotti a piccole pozze, piene di piante, in cui l'acqua raggiunge anche i 30 ° C, popolate da innumerevoli pesci come Caracidi, Callittidi, Pimelodidi ed anche Ciclidi, anche se queste Laetacara sono rare in natura. Amano ripararsi sotto le piante galleggianti tipo Eichornia e, se la superficie dell'acqua è completamente esposta, si mantengono al di sopra degli ammassi di alghe e delle piante, pronte a nascondercisi al primo segnale di pericolo.

Tra le specie del genere Laetacara ce ne sono alcune molto esigenti, difficili da allevare e riprodurre, fortunatamente non è il caso della specie in questione che è piuttosto adattabile, pur preferendo ovviamente acque tenere e con pH intorno alla neutralità , con la temperatura che oscilli tra 25 ° C e 30 ° C. Io li ho allevati in un acquario con molte piante, tra cui qualche Ceratopteris lasciata galleggiare, arredato con radici di torbiera e sassi.

All'arrivo erano lunghi circa 3 cm , ma sono cresciuti in fretta divorando avidamente Anemia, Mysis, Gyclops e Daphnia congelate, mangimi in scaglie ed in pellet. Ogni tanto integravo l'alimentazione con cibo vivo raccolto negli stagni non inquinati e Grindal. Dopo qualche settimana sono stato in grado di riconoscere i sessi, anche se il dimorfismo è poco pronunciato: i maschi crescono più velocemente, hanno la fronte più alta e le pinne leggermente più sviluppate rispetto alle femmine. Poco tempo dopo è cominciata la formazione delle coppie che lasciano di rado il piccolo territorio difeso strenuamente dagli intrusi, anche quelli di taglia ragguardevole.

Per la deposizione preferiscono un substrato un poco rialzato, come le radici di torbiera, pietre o foglie resistenti di piante. Entrambi i genitori si prendono cura sia delle uova che delle larve e degli avannotti, non si assiste al predominio della femmine nel corso delle cure parentali, a differenza della maggior parte delle specie che depongono su substrati non riparati. Anzi può capitare che il maschio allontani la femmina e si occupi da solo della covata. Quando cominciano a nuotare liberamente gli avannotti sono molto piccoli e non riescono a catturare i naupli di Artemia e quindi devono essere nutriti con cibo minuto come i vermi micro. Dopo qualche giorno riusciranno a cibarsi di naupli aumentando il ritmo di crescita. Laetacara sp. è un vero Ciclide nano, la femmina non supera i 5 cm ed il maschio 7, ma ha un temperamento vivace e, se la coppia è ben collaudata, non avrà paura di nulla.

BIBLIOGRAFIA:
KOSLOWSKI I. (1985): Die Buntbar-sche der Neuen Welt, Zwergcichliden. Essen , 192 pp.;
KULLANDER S. (1986): Cichlid Fishes of th è Amazon River Drainage of Perù . Swed. Mus. Nat. Hist., Stockholm: 431 PP-;

 

 Torna indietro

logo tetra logo sera Logo Flover pay off logo_prodac_home Oase living water logo     
Banner orizzontale SHG JBL logo aquaristica logo iemmi