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testo di Enzo Marino

Non esageriamo! Però un po' d'acqua del Tanganica o del Malawi deve girare nelle vene. Mi rivolgo soprattutto ai ciclidofili neofiti, che vorrebbero ottenere riproduzioni dopo un paio di giorni dall'introduzione del pesce in acquario. E' da quindici anni che i Ciclidi si occupano di me, sì, è proprio così, perché sembra che quando passo davanti all'acquario mi chiamino per farmi capire che hanno fame, che vogliono un cambio d'acqua, che hanno bisogno di spazio o di compagnia. Io ho cominciato con la classica vaschetta in pvc da 30 litri, ora ho sei vasche da 100 a 1000 litri. I miei primi pesci sono stati i classici Pecilidi... poi sfogliando un libro e leggendo le caratteristiche di alcuni Ciclidi ho pensato: siamo fatti l'uno per l'altro. Il giorno successivo cercai qualche negozio per acquistarne una coppia. Mi diedero una coppia di lodotrophens sprengerae, in realtà erano due Pseudotropheus tropheops gracilior. Li misi in una vasca da 120 litri dove un mese dopo diedero alla luce una trentina di piccoli. Ecco come ci fu il colpo di fulmine tra i Ciclidi e me. Ma non voglio stare qui ad annoiarvi con i miei trascorsi burrascosi. Vorrei solo parlare un po' della mia esperienza.
Ho soprattutto Ciclidi dell'Africa, in particolare del Tanganica. Ragazzi! Sono pesci facili da allevare, robusti, si riproducono, ma cosa volete di più? Purtroppo hanno l'abitudine di mangiare, di stare nel pulito ed hanno bisogno di spazio per fare due passi, un po' come noi, no? Inizialmente ho avuto molte delusioni, soprattutto quando non trovavo competenza da parte dei negozianti che ti rifilavano un Haplochrpmis per un Tropheus, poi mi
accorgevo dell'errore leggendo qualche libro. Allora sono stato costretto ad uscire dall'Italia, ad andare in Francia, Germania, Olanda. E qui ho imparato a conoscere questi pesci. Paesi molto più avanzati di noi in questo campo, associazioni già consolidate da tempo. Il problema era che per andare a prendere i pesci, tra benzina, dogana ed altre spese, si spendeva il triplo del prezzo iniziale. Un Petrochromis che costava 20000, una volta tornato in Italia mi era costato 50000! Ora anche qui è facile trovare i pesci grazie a chi riproduce Ophthalmotilapia, Tropheus e persine Benthochromis. Sì perché Paolo Salvagiani, il nostro dottore, ci è riuscito, pare che abbia messo nella vasca un liquido fertilizzante studiato nei laboratori di Forlì, sai come sono i medici.
Ci sono altri malati di Ciclidi come me, Claudio Barberis, detto il Bisso, che opera nel settore Tanganica, anche lui alla ricerca di nuove emozioni ciclidofile, autore del bellissimo video sui Tropheus. Poi c'è Giorgio Melandri, il nostro Presidente, lui da tiratine di orecchie a tutti quelli che non si danno da fare per la riuscita del nostro bollettino. Poi c'è Davide Gnoffo, il nostro Tesoriere, sempre pronto a fare le valigie, prendere un paio di bombole da sub e volare in Zambia. Signori, abbiamo anche il gentil sesso nel direttivo, Daniela Rizzo che è forse chi si fa carico di maggiori oneri, quello dell'uscita del bollettino. Ci onora anche Alessandro Mancini, noto collaboratore delle migliori riviste del settore. Concludo raccomandando a tutti di non abbattersi ai primi insuccessi, comunque, in ogni caso, troverete sempre a disposizione chi vi può dare un consiglio, noi dell' AIC. 
 

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