America Centrale e Meridionale

 

I laghi ed i fiumi del Sud America non sono corpi d'acqua separati tra loro come i laghi dell'Africa Orientale e, anche se è possibile dividere in diverse unità geografiche le acque popolate dai Ciclidi, ci possono essere sovrapposizioni di specie che esistevano in zone diverse prima che il bacino idrografico assumesse le caratteristiche attuali o dove le inondazioni fanno da collegamento.
Fatto sorprendente, alcune specie come Apistogramma trifasciata, vivono in due bacini principali diversi, separati in permanenza.
Invece in altri casi lo stesso bacino ospita due specie chiaramente distinte, ma molto simili tra loro.
Mentre alcune specie hanno una distribuzione limitata, altre sono ampimente diffuse e ciò non è mai in relazione alla grandezza.
Naturalmente il bacino più importante del Sud America è quello del Rio delle Amazzoni in cui vive la maggior quantità di Ciclidi, seguono il bacino superiore del Rio Paraguay (troppo freddo per alcune specie nel corso inferiore), quello dell'Orinoco ed i piccoli fiumi della Guiana, le acque della costa orientale del Brasile (che ospitano Geophagus brasiliensis) e quelle del nord ovest del continente - i fiumi dal corso relativamente breve del versante Pacifico delle Ande e quelli che scorrono tra le cordigliere del nord ed i Caraibi. Quest'area è caratterizzata da habitat che ricordano più quelli del Centro America che quelli delle Amazzoni e c'è una sovrapposizione di specie, con rappresentanti del Centro America (Nandopsis festae) nella costa del Pacifico e generi tipicamente sudamericani come Aequidens e Geophagus a Panama.
I laghi degli altipiani andini, come il Titicaca, sono troppo freddi a causa dell'altitudine, nonostante la latitudine tropicale.
Le acque dei fiumi si dividono in tre categorie: acque nere, acque chiare ed acque bianche.
I ruscelli dalle acque nere sono quelli in cui il materiale organico
colora l'acqua di scuro, come té molto forte. Nonostante ciò la colorazione l'acqua è trasparente perché la melma in sospensione è quasi assente. Il Rio Negro né è un tipico esempio ed il colore delle sue acque si vede ancora per diverse miglia dopo che si è gettato nel Rio delle Amazzoni.
Le acque chiare sono trasparenti ed incolori, di solito i fiumi di questo tipo nascono in zone con rocce molto antiche e dure, come in Brasile e nella Guiana, che non si erodono facilmente e non rilasciano sostanze nell'acqua.
Invece i fiumi dall'acqua bianca nascono o scorrono in aree dove le rocce di recente formazione sono soffici (come le Ande) e dilavano grandi quantità di materile inorganico che rende l'acqua torbida. Nel bacino delle Amazzoni l'acqua è generalmente tenera e acida, ma con variazioni geografiche che dipendono dalla composizione delle rocce e dal materiale organico su cui l'acqua scorre.
A volte i corsi superiori dei fiumi sono leggermente alcalini perché l'acqua non è stata ancora acidificata dal prolungato contatto con il materiale organico in decomposizione.
Anche il bacino del Paraguay ed i fiumi della Guiana hanno per lo più acque tenere ed acide, ma non con valori estremi come il Rio delle Amazzoni. Le acque della costa orientale e di quella nord-occidentale hanno valori più vicini alla neutralità.
I fiumi di pianura scorrono in letti molto larghi, coperti da foreste pluviali che rimangono inondate per più di sei mesi all'anno, durante e dopo la stagione delle piogge. Queste aree inondate, chiamate igapo dagli indigeni, offrono maggiori territori per la riproduzione e più fonti di cibo.
Esistono anche dei laghi: zone con acqua permanente, fuori dalle foreste che, durante le inondazioni, vengono collegate ai fiumi più vicini. Alcuni una volta facevano parte del fiume che, cambiando il suo corso, li ha isolati. Altri sono all'interno di smisurate isole di detriti nei fiumi principali. Durante la stagione secca molti di questi laghi diventano quasi delle isole di fango ed i pesci che vi rimangono intrappolati sono facile preda di aironi ed altri predatori.
I Ciclidi frequentano raramente le acque aperte dei grandi fiumi dove sarebbero probabilmente predati da pesci più grandi, uccelli e caimani. Preferiscono i piccoli fiumi e laghi e, stagionalmente, la foresta inondata.
L'eccezione è costituita dalle Cichla, grandi specie predatrici.
Le altre specie rimangono al riparo tra le radici od i banchi di foglie sul fondo. Altre specie vivono tra la vegetazione galleggiante. Alcune Crenicichla e Teleocichla si sono adattate alla vita nelle rapide.
Oltre alle foreste pluviali ci sono aree a pascolo, naturali come gli Ilanos, o in cui la foresta è stata abbattuta per far posto al bestiame. La maggior parte di queste aree si trova sugli altipiani ai piedi delle Ande ed è caratterizzata da fiumi e laghi che ospitano specie nane di Ciclidi che vivono ai margini della vegetazione, tra le piante galleggianti o tra le foglie sul fondo. Anche queste zone sono inondate durante la stagione delle piogge.
Molti biotopi, soprattutto nella foresta pluviale, sono inaccessibili per buona parte dell'anno, la visibilità è sempre scarsa e l'esplorazione subacquea è ostacolata dalle radici e dai rami degli alberi. I piccoli ruscelli ed i laghetti sono poco profondi per permettere l'immersione, così le osservazioni in natura si limitano a ciò che si vede dalla superficie. Comunque i dati che abbiamo fino ad oggi sono sufficienti per permettere l'allevamento più naturale possibile delle specie del Sud America.

La regola più importante per un acquariofilo è quella di creare per i propri pesci un ambiente più vicino possibile a quello da cui provengono. Solo così si sentiranno a proprio agio e mostreranno un comportamento naturale, splendidi colori e ottima salute.
Ma quali sono le esigenze dei Ciclidi del Centro America? La risposta è semplice: un acquario abbastanza grande, un'alimentazione adatta ed acqua della giusta qualità.
Importantissima l'acqua: la maggior parte delle acque del Centro America, se non la totalità, ha il pH superiore a 7 - a volte vicino a 9! - e la durezza normalmente superiore a 10°DH - qualche volta superiore a 100°! L'acqua che esce dal rubinetto tenera ed acida può essere usata solo se si aggiungono dei carbonati. Come regola l'acqua per i Ciclidi del Centro America deve avere il pH superiore a 7 e la durezza superiore a 5° DH.
Ovviamente l'acquario non deve essere sovraffollato. È difficile stabilire una regola generale, ma per dare un'idea un acquario lungo 200 cm può ospitare una coppia di 4 specie diverse (8 pesci), se la lunghezza della vasca è sufficiente per ciascuna.
Il modo migliore per scoprire la compatibilità delle specie è osservare attentamente il loro comportamento.
L'arredamento deve prevedere molti rifugi come mucchi di pietre, vasetti di terracotta nascosti e cumuli di legni.
Il materiale di fondo deve essere sabbia grossolana o ghiaietto, sabbia corallina o graniglia di lava sono da evitare.
In molti libri si consiglia di allevare questi Ciclidi in coppia, ma non sempre un maschio ed una femmina messi insieme si riproducono e perciò è meglio partire da un gruppo di soggetti giovani tra cui si formeranno spontaneamente delle coppie. Se invece sono disponibili solo due esemplari si può tentare di metterli insieme in un acquario sufficientemente grande con un divisorio trasparente. Dopo qualche settimana si toglie il divisorio, ma si devono osservare molto attentamente i due pesci. In acquari troppo piccoli le cose vanno male già nei primi giorni, in queste specie è difficile stabilire il sesso e ci si può anche ritrovare con due maschi o due femmine, e se non si separano in fretta la catastrofe è assicurata.

Messico:



regione Huasteca Potosina nello stato di S. Luis Potosì
(a Nord di Città del Messico)

La Media Luna

Foto P. Salvagiani


regione Huasteca Potosina nello stato di S. Luis Potosì
(a Nord di Città del Messico)

Canale vicino a La Media Luna

Foto P. Salvagiani


regione Huasteca Potosina nello stato di S. Luis Potosì
(a Nord di Città del Messico)
Ponte de Dios
Foto P. Salvagiani


Herichtys pantostictus nel Rio Salto
Foto P. Salvagiani



Herichthys carpintis coppia in livrea riproduttiva presso La Media Luna
Foto P. Salvagiani


coppia di Nandopsis bartoni in livrea riproduttiva presso La Media Luna
Foto P. Salvagiani

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