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Lago Vittoria

 

Le specie del lago Vittoria presentano molte differenze per quanto riguarda il comportamento, l'ecologia e la morfologia le specie più differenziate sono comunque imparentate con tutte le altre (intermedie) e dunque definire la loro tassonomia rimane molto complicato. La conseguenza è che molti ricercatori preferiscono usare il vecchio nome Haplochromis per quasi tutte le specie di cui il 95% è endemico. Recentemente l'attenzione si è concentrata sul rapido declino delle popolazioni di Ciclidi nel lago seguito all'esplosione demografica del Lates, un predatore introdotto anni fa, ma per molti anni il limitato interesse degli acquariofili è stato in netto contrasto con quello degli scienziati per varie ragioni: 1) Le specie del lago sono di difficile identificazione senza una buona conoscenza della tassonomia. 2) Nessun autore ha tentato di far arrivare maggiori informazioni agli appassionati. 3) Le poche notizie reperibili nella letteratura sono copiate quasi interamente da pubblicazioni scientifiche e riferite a pesci la cui identificazione è sbagliata. 4) Sulla base di esperienze con due o tre specie sono state fatte imperdonabili generalizzazioni come quell, infondata, che il comportamento aggressivo sia una caratteristica comune a tutti i Ciclidi del lago. 5) Se tenute in condizioni non favorevoli molte specie non mostrano i loro brillanti colori.
Al momento attuale più di 400 specie di Haplochromis sono state classificate in base all'ecologia ed alla morfologia in 15 gruppi trofici (che riguardano le abitudini alimentari) e sottogruppi.
Nel lago Vittoria l'acqua non è così trasparente come negli altri due grandi laghi africani, nelle zone vicino alla riva si è misurato una visibilità tra 1 e 2,5 metri. Il pH varia da 6,9 a 9, ma l'acqua è piuttosto tenera (tra i 2° e 8° DH). La temperatura in superficie oscilla tra i 21 °C durante la stagione secca ed i 27°C in quella della piagge.
Questi Ciclidi dovrebbero essere sempre tenuti in gruppi e mai in coppie. Fino a qualche tempo fa si pensava che tutte le specie del lago fossero incubatrici orali materne, ma recentemente è stato scoperto un caso di incubazione ovofila biparentale. Le femmine che hanno le uova in bocca devono essere separate dal branco, in un acquario da almeno 50 litri, con filtro a spugna, arredato in modo che ci siano alcuni nascondigli. La durata dell'incubazione (intesa come intervallo di tempo tra la deposizione ed il primo rilascio degli avannotti) e delle cure parentali (il periodo tra il primo rilascio e l'ultima sorveglianza della prole) sono molto diverse da specie a specie.

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