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Africa Occidentale

I Ciclidi sono diffusi in quasi tutto il continente africano tranne che nell'estremità meridionale, troppo fredda, e nelle aree desertiche, anche se alcune specie vivono nelle oasi del Sahara. Occupano un' enorme varietà di habitat ed alcune specie sono bizzarre a confronto di quelle della Rift Valley, come Lamprologus lethops che è cieco, senza pigmento e con la vescica natatoria ridotta. Apparantemente vive in tane scavate sotto grosse pietre sul fondo delle rapide. La maggior parte delle specie dell'Africa Occidentale proviene da fiumi, ruscelli e stagni della foresta pluviale costiera del bacino del Congo. Questi sistemi fluviali ospitano anche un gruppo di specie che ha sviluppato particolari caratteristiche che permettono la vita nelle rapide, chiamati appunto Ciclidi delle rapide.
Le specie che abitano i corsi d'acqua delle foreste vivono in acqua bassa e trovano rifugio tra la vegetazione fitta, le radici ed i rami degli alberi o nelle insenature delle rive sabbiose.
I Ciclidi che vivono nelle rapide si limitano alle zone più calme dove restano sul fondo senza essere trascinati dalla corrente grazie alla loro vescica natatoria ridotta. Le foreste pluviali dell'Africa Occidentale sono costituite da una fascia costiera larga qualche centinaio di chilometri attraversata da corsi d'acqua che scendono dagli altipiani immediatamente ad est, con un tragitto piuttosto breve. L'acqua è tenera, ma non particolarmente acida (pH 6,5 - 7,5) perché manca il contatto prolungato con la vegetazione in decomposizione, come invece accade per il Rio Negro in Sud America. La temperatura oscilla tra i 25°C ed i 26°C, salendo a 28°C nelle zone non riparate. L'acqua è leggermente colorata da materiale organico, ma solitamente trasparente.
Le inondazioni stagionali sono esigue sia come entità che come durata ed i pesci rimangono nei loro habitat senza spostarsi nelle aree inondate per la riproduzione. Le specie della foresta tendono a condurre un'esistenza solitària fuori dal periodo della riproduzione.
Il sistema fluviale del Congo è molto più esteso, ma l'acqua è ugualmente vicina a valori neutri e non si hanno inondazioni di lunga durata. Molti dei sistemi fluviali ospitano specie endemiche contemporaneamente ad altre di più ampia diffusione.
Anche in questa parte dell'Africa esistono dei laghi, seppur più piccoli di quelli dellla Rift Valley, caratterizzati da un alto grado di endemismo. Nel Camerun il lago Barombi Mbo occupa il cratere di un vulcano estinto e ha una fauna completamente endemica. Il lago Fwa ospita generi endemici che presto saranno diffusi anche negli acquari.
A nord-est della foresta pluviale si estende una vasta zona di savane che confina a settentrione con il Sahara e si estende attraverso il continente fino al bacino del Nilo. Questa è la zona d'origine di alcuni Hemichromis ed haplochromini, ma soprattutto delle Tilapia. Questo genere indistruttibile è diffuso fin lungo il Nilo grazie alla capacità di adattarsi a valori chimico-fisici del'acqua e temperature molto diversi.
Specie simili abitano il sud-est del bacino del Congo dove la foresta pluviale lascia il posto a pianure e colline. Le condizioni sono meno ostili che nelle savane a nord e gli haplochromini abbondano tra i Ciclidi presenti.
Generalmente tutte le acque che scorrono fuori dalle foreste pluviali sono moderatamente alcaline (pH 7-7,5) e con temperature che spesso superano i 30°C.

America Centrale e Meridionale

I laghi ed i fiumi del Sud America non sono corpi d'acqua separati tra loro come i laghi dell'Africa Orientale e, anche se è possibile dividere in diverse unità geografiche le acque popolate dai Ciclidi, ci possono essere sovrapposizioni di specie che esistevano in zone diverse prima che il bacino idrografico assumesse le caratteristiche attuali o dove le inondazioni fanno da collegamento.
Fatto sorprendente, alcune specie come Apistogramma trifasciata, vivono in due bacini principali diversi, separati in permanenza.
Invece in altri casi lo stesso bacino ospita due specie chiaramente distinte, ma molto simili tra loro.
Mentre alcune specie hanno una distribuzione limitata, altre sono ampimente diffuse e ciò non è mai in relazione alla grandezza.
Naturalmente il bacino più importante del Sud America è quello del Rio delle Amazzoni in cui vive la maggior quantità di Ciclidi, seguono il bacino superiore del Rio Paraguay (troppo freddo per alcune specie nel corso inferiore), quello dell'Orinoco ed i piccoli fiumi della Guiana, le acque della costa orientale del Brasile (che ospitano Geophagus brasiliensis) e quelle del nord ovest del continente - i fiumi dal corso relativamente breve del versante Pacifico delle Ande e quelli che scorrono tra le cordigliere del nord ed i Caraibi. Quest'area è caratterizzata da habitat che ricordano più quelli del Centro America che quelli delle Amazzoni e c'è una sovrapposizione di specie, con rappresentanti del Centro America (Nandopsis festae) nella costa del Pacifico e generi tipicamente sudamericani come Aequidens e Geophagus a Panama.
I laghi degli altipiani andini, come il Titicaca, sono troppo freddi a causa dell'altitudine, nonostante la latitudine tropicale.
Le acque dei fiumi si dividono in tre categorie: acque nere, acque chiare ed acque bianche.
I ruscelli dalle acque nere sono quelli in cui il materiale organico
colora l'acqua di scuro, come té molto forte. Nonostante ciò la colorazione l'acqua è trasparente perché la melma in sospensione è quasi assente. Il Rio Negro né è un tipico esempio ed il colore delle sue acque si vede ancora per diverse miglia dopo che si è gettato nel Rio delle Amazzoni.
Le acque chiare sono trasparenti ed incolori, di solito i fiumi di questo tipo nascono in zone con rocce molto antiche e dure, come in Brasile e nella Guiana, che non si erodono facilmente e non rilasciano sostanze nell'acqua.
Invece i fiumi dall'acqua bianca nascono o scorrono in aree dove le rocce di recente formazione sono soffici (come le Ande) e dilavano grandi quantità di materile inorganico che rende l'acqua torbida. Nel bacino delle Amazzoni l'acqua è generalmente tenera e acida, ma con variazioni geografiche che dipendono dalla composizione delle rocce e dal materiale organico su cui l'acqua scorre.
A volte i corsi superiori dei fiumi sono leggermente alcalini perché l'acqua non è stata ancora acidificata dal prolungato contatto con il materiale organico in decomposizione.
Anche il bacino del Paraguay ed i fiumi della Guiana hanno per lo più acque tenere ed acide, ma non con valori estremi come il Rio delle Amazzoni. Le acque della costa orientale e di quella nord-occidentale hanno valori più vicini alla neutralità.
I fiumi di pianura scorrono in letti molto larghi, coperti da foreste pluviali che rimangono inondate per più di sei mesi all'anno, durante e dopo la stagione delle piogge. Queste aree inondate, chiamate igapo dagli indigeni, offrono maggiori territori per la riproduzione e più fonti di cibo.
Esistono anche dei laghi: zone con acqua permanente, fuori dalle foreste che, durante le inondazioni, vengono collegate ai fiumi più vicini. Alcuni una volta facevano parte del fiume che, cambiando il suo corso, li ha isolati. Altri sono all'interno di smisurate isole di detriti nei fiumi principali. Durante la stagione secca molti di questi laghi diventano quasi delle isole di fango ed i pesci che vi rimangono intrappolati sono facile preda di aironi ed altri predatori.
I Ciclidi frequentano raramente le acque aperte dei grandi fiumi dove sarebbero probabilmente predati da pesci più grandi, uccelli e caimani. Preferiscono i piccoli fiumi e laghi e, stagionalmente, la foresta inondata.
L'eccezione è costituita dalle Cichla, grandi specie predatrici.
Le altre specie rimangono al riparo tra le radici od i banchi di foglie sul fondo. Altre specie vivono tra la vegetazione galleggiante. Alcune Crenicichla e Teleocichla si sono adattate alla vita nelle rapide.
Oltre alle foreste pluviali ci sono aree a pascolo, naturali come gli Ilanos, o in cui la foresta è stata abbattuta per far posto al bestiame. La maggior parte di queste aree si trova sugli altipiani ai piedi delle Ande ed è caratterizzata da fiumi e laghi che ospitano specie nane di Ciclidi che vivono ai margini della vegetazione, tra le piante galleggianti o tra le foglie sul fondo. Anche queste zone sono inondate durante la stagione delle piogge.
Molti biotopi, soprattutto nella foresta pluviale, sono inaccessibili per buona parte dell'anno, la visibilità è sempre scarsa e l'esplorazione subacquea è ostacolata dalle radici e dai rami degli alberi. I piccoli ruscelli ed i laghetti sono poco profondi per permettere l'immersione, così le osservazioni in natura si limitano a ciò che si vede dalla superficie. Comunque i dati che abbiamo fino ad oggi sono sufficienti per permettere l'allevamento più naturale possibile delle specie del Sud America.

La regola più importante per un acquariofilo è quella di creare per i propri pesci un ambiente più vicino possibile a quello da cui provengono. Solo così si sentiranno a proprio agio e mostreranno un comportamento naturale, splendidi colori e ottima salute.
Ma quali sono le esigenze dei Ciclidi del Centro America? La risposta è semplice: un acquario abbastanza grande, un'alimentazione adatta ed acqua della giusta qualità.
Importantissima l'acqua: la maggior parte delle acque del Centro America, se non la totalità, ha il pH superiore a 7 - a volte vicino a 9! - e la durezza normalmente superiore a 10°DH - qualche volta superiore a 100°! L'acqua che esce dal rubinetto tenera ed acida può essere usata solo se si aggiungono dei carbonati. Come regola l'acqua per i Ciclidi del Centro America deve avere il pH superiore a 7 e la durezza superiore a 5° DH.
Ovviamente l'acquario non deve essere sovraffollato. È difficile stabilire una regola generale, ma per dare un'idea un acquario lungo 200 cm può ospitare una coppia di 4 specie diverse (8 pesci), se la lunghezza della vasca è sufficiente per ciascuna.
Il modo migliore per scoprire la compatibilità delle specie è osservare attentamente il loro comportamento.
L'arredamento deve prevedere molti rifugi come mucchi di pietre, vasetti di terracotta nascosti e cumuli di legni.
Il materiale di fondo deve essere sabbia grossolana o ghiaietto, sabbia corallina o graniglia di lava sono da evitare.
In molti libri si consiglia di allevare questi Ciclidi in coppia, ma non sempre un maschio ed una femmina messi insieme si riproducono e perciò è meglio partire da un gruppo di soggetti giovani tra cui si formeranno spontaneamente delle coppie. Se invece sono disponibili solo due esemplari si può tentare di metterli insieme in un acquario sufficientemente grande con un divisorio trasparente. Dopo qualche settimana si toglie il divisorio, ma si devono osservare molto attentamente i due pesci. In acquari troppo piccoli le cose vanno male già nei primi giorni, in queste specie è difficile stabilire il sesso e ci si può anche ritrovare con due maschi o due femmine, e se non si separano in fretta la catastrofe è assicurata.

Messico:



regione Huasteca Potosina nello stato di S. Luis Potosì
(a Nord di Città del Messico)

La Media Luna

Foto P. Salvagiani


regione Huasteca Potosina nello stato di S. Luis Potosì
(a Nord di Città del Messico)

Canale vicino a La Media Luna

Foto P. Salvagiani


regione Huasteca Potosina nello stato di S. Luis Potosì
(a Nord di Città del Messico)
Ponte de Dios
Foto P. Salvagiani


Herichtys pantostictus nel Rio Salto
Foto P. Salvagiani



Herichthys carpintis coppia in livrea riproduttiva presso La Media Luna
Foto P. Salvagiani


coppia di Nandopsis bartoni in livrea riproduttiva presso La Media Luna
Foto P. Salvagiani

Lago Malawi

La colorazione di molti Ciclidi del lago Malawi ha attirato l'attenzione degli acquariofili di tutto il mondo ed ha contribuito a rendere questi pesci molto popolari.
Il lago Malawi ha un'acqua con pH molto alcalino (circa 8,3) ed i Ciclidi che lo popolano sono piuttosto robusti rispetto questo parametro dell'acqua, è comunque raccomandabile che in acquario esso sia mantenuto in un intervallo compreso fra 7 e 8,5.
Nel lago la temperatura dell'acqua è variabile a seconda delle stagioni, in quella secca essa può scendere fino a 20°C, mentre in quella delle piogge essa può raggiungere i 30°C. La flessibilità dei Ciclidi del lago Malawi riguardo alla temperatura non dovrebbe essere messa alla prova in acquario, è, cioè, auspicabile che essa sia mantenuta a livelli costanti con valori compresi fra i 23 e i 28°C. Innalzamenti fino a 32°C sono eccessivi e possono anche essere sufficienti ad uccidere questi pesci. Quando la temperatura estrema può influenzare quella dell'acqua dell'acquario, si deve avere l'accortezza di isolare la vasca o cambiare parte dell'acqua così di frequente da mantenere la temperatura entro valori accettabili.
In acquario, un substrato di colore scuro esalta la colorazione dei pesci soprattutto quando l'illuminazione è molto intensa. È raccomandabile utilizzare sabbia grossolana o ghiaino molto fine, magari miscelato a materiale di colore scuro come lava (basalto) finemente frammentato. Si eviti di utilizzare il ghiaino o la sabbia corallini poiché, essendo di colore bianco, favoriscono una colorazione pallida, inoltre sono innaturali, e sembra possano provocare irritazione delle branchie.
Le piante vive, in particolare Vallisneria, Anubias e Ceratophillum, possono essere tenute con molti Ciclidi del Malawi.
Se si desidera allevare esemplari selvatici o riprodurre questi Ciclidi, è bene disporre di almeno altre due vasche di piccola o media capacità (circa 50 litri) che serviranno per la quarantena e per isolare le femmine durante l'incubazione orale delle uova o la crescita dei piccoli (vasca nursery).

Foto F. Zezza (viaggi nel Malawi 1997-1999)

Alba sul Lago, vicino a Monkey Bay

Chembe Lodge

Hongi Island

Klaus Rock

Klaus Rock

Otter Point 

Lago Tanganica

La popolarità dei Ciclidi del Tanganica è costantemente aumentata da quando, verso la fine degli anni cinquanta, vennero importate le prime specie. Inizialmente i Ciclidi provenienti dal lago vennero considerati difficili e fino a che non furono disponibili informazioni sulle caratteristiche chimiche dell'acqua del lago questi pesci vennero tenuti in acque troppo acide. Adesso sappiamo che il fattore più importante per tenere questi pesci correttamente è proprio il valore pH che deve essere comunque sopra 7.5 e preferibilmente tra 7.8 e 9.5.
La temperatura dell'acqua dovrebbe rimanere tra i 23 e i 27 gradi. Una temperatura superiore ai 29 gradi può essere letale per i Ciclidi del Tanganica!
L'acqua del lago è molto limpida e, fino ad una profondità di 40 metri, molto ricca di ossigeno. È quindi importante che la quantità di ossigeno nell'acqua del nostro acquario sia quanto più possibile vicina a quella di saturazione. A questo risultato concorreranno frequenti cambi d'acqua (30% ogni settimana) attraverso i quali manterremo basse le concentrazioni dei prodotti di rifiuto che possono produrre gas nocivi (anidride carbonica e ammoniaca). Non si può prescindere dall'areazione dell'acqua e per le grosse vasche è consigliabile un filtro percolatore. Il fabbisogno di ossigeno aumenta in modo enorme quando la temperatura dell'acqua aumenta fino a superare i 29°C. Sopra ai 30°C il contenuto di ossigeno deve essere prossimo alla saturazione altrimenti vedremo i nostri Ciclidi morire soffocati. In una giornata estiva molto calda dovremo prendere provvedimenti; cambi d'acqua giornalieri ed un buon isolamento ci aiuteranno sia a raffreddare l'acqua, sia a mantenere l'ossigeno vicino alla saturazione. È più facile che i Ciclidi del Tanganica muoiano a causa di temperature elevate piuttosto che per problemi di freddo.
Una sabbia grossolana è consigliabile come materiale di fondo a meno che non si utilizzi un filtro sottosabbia. I Ciclidi psammofili però, necessitano di un fondo sabbioso e non è dunque opportuno sistemarli in vasche attrezzate con filtri sottosabbia. Altre specie scavano nidi-cratere e anche queste andrebbero sistemate in vasche con un fondo sabbioso. Alcune piante come Vallisneria, Anubias e Ceratophyllum possono essere tenute in vasche con Ciclidi del Tanganica per via della loro robustezza. Nel lago possiamo trovare delle piante solo nelle insenature poco profonde. Gli appassionati che vogliono allevare questi Ciclidi o che vogliono introdurre nella propria vasca esemplari selvatici necessitano di almeno due piccole vasche extra che saranno usate per la quarantena o per un primo allevamento degli avannotti. Se si isola un solo pesce non è necessario arredare la vasca. Un riscaldatore, un filtro interno ed un coperchio sono le uniche cose che servono a rendere queste vasche di circa 50 litri utili al loro scopo.

Lago Vittoria

Le specie del lago Vittoria presentano molte differenze per quanto riguarda il comportamento, l'ecologia e la morfologia le specie più differenziate sono comunque imparentate con tutte le altre (intermedie) e dunque definire la loro tassonomia rimane molto complicato. La conseguenza è che molti ricercatori preferiscono usare il vecchio nome Haplochromis per quasi tutte le specie di cui il 95% è endemico. Recentemente l'attenzione si è concentrata sul rapido declino delle popolazioni di Ciclidi nel lago seguito all'esplosione demografica del Lates, un predatore introdotto anni fa, ma per molti anni il limitato interesse degli acquariofili è stato in netto contrasto con quello degli scienziati per varie ragioni: 1) Le specie del lago sono di difficile identificazione senza una buona conoscenza della tassonomia. 2) Nessun autore ha tentato di far arrivare maggiori informazioni agli appassionati. 3) Le poche notizie reperibili nella letteratura sono copiate quasi interamente da pubblicazioni scientifiche e riferite a pesci la cui identificazione è sbagliata. 4) Sulla base di esperienze con due o tre specie sono state fatte imperdonabili generalizzazioni come quell, infondata, che il comportamento aggressivo sia una caratteristica comune a tutti i Ciclidi del lago. 5) Se tenute in condizioni non favorevoli molte specie non mostrano i loro brillanti colori.
Al momento attuale più di 400 specie di Haplochromis sono state classificate in base all'ecologia ed alla morfologia in 15 gruppi trofici (che riguardano le abitudini alimentari) e sottogruppi.
Nel lago Vittoria l'acqua non è così trasparente come negli altri due grandi laghi africani, nelle zone vicino alla riva si è misurato una visibilità tra 1 e 2,5 metri. Il pH varia da 6,9 a 9, ma l'acqua è piuttosto tenera (tra i 2° e 8° DH). La temperatura in superficie oscilla tra i 21 °C durante la stagione secca ed i 27°C in quella della piagge.
Questi Ciclidi dovrebbero essere sempre tenuti in gruppi e mai in coppie. Fino a qualche tempo fa si pensava che tutte le specie del lago fossero incubatrici orali materne, ma recentemente è stato scoperto un caso di incubazione ovofila biparentale. Le femmine che hanno le uova in bocca devono essere separate dal branco, in un acquario da almeno 50 litri, con filtro a spugna, arredato in modo che ci siano alcuni nascondigli. La durata dell'incubazione (intesa come intervallo di tempo tra la deposizione ed il primo rilascio degli avannotti) e delle cure parentali (il periodo tra il primo rilascio e l'ultima sorveglianza della prole) sono molto diverse da specie a specie.

Madagascar 

A causa della separazione geografica e dell'evoluzione geologica l'isola del Madagascar ospita una gran quantità di specie animali e vegetali endemiche. Non fanno eccezione le specie di Ciclidi, considerate le più primitive della famiglia, che attualmente sono minacciate dalla sistematica distruzione delle foreste e dall'introduzione nelle loro acque di specie alloctone come Tilapia e Ophiocephalus.
Negli ultimi dieci anni questi Ciclidi hanno fatto la loro apparizione negli acquari ed uno in particolare, Paratilapia polleni, ha raggiunto una discreta diffusione, almeno in Francia dove già alla fine degli anni 30 alcuni esemplari erano esposti al "Jardin des Plantes" di Parigi.
All'inizio degli anni 80 la per serveranza di alcuni ciclidofili francesi ha permesso la riscoperta di questa specie. Nel 1988 Frédéric Defond e nel 1991 Jean-Claude Nourissat sono tornati dal Madagascar con diversi esemplari di P. polleni molti dei quali nuotano ancora felici nei nostri acquari.

Foto J. C. Nourissat

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