Africa Occidentale
I Ciclidi sono diffusi in quasi tutto il continente africano tranne che nell'estremità meridionale, troppo fredda, e nelle aree desertiche, anche se alcune specie vivono nelle oasi del Sahara. Occupano un' enorme varietà di habitat ed alcune specie sono bizzarre a confronto di quelle della Rift Valley, come Lamprologus lethops che è cieco, senza pigmento e con la vescica natatoria ridotta. Apparantemente vive in tane scavate sotto grosse pietre sul fondo delle rapide. La maggior parte delle specie dell'Africa Occidentale proviene da fiumi, ruscelli e stagni della foresta pluviale costiera del bacino del Congo. Questi sistemi fluviali ospitano anche un gruppo di specie che ha sviluppato particolari caratteristiche che permettono la vita nelle rapide, chiamati appunto Ciclidi delle rapide. |
America Centrale e Meridionale
I laghi ed i fiumi del Sud America non sono corpi d'acqua separati tra loro come i laghi dell'Africa Orientale e, anche se è possibile dividere in diverse unità geografiche le acque popolate dai Ciclidi, ci possono essere sovrapposizioni di specie che esistevano in zone diverse prima che il bacino idrografico assumesse le caratteristiche attuali o dove le inondazioni fanno da collegamento. La regola più importante per un acquariofilo è quella di creare per i propri pesci un ambiente più vicino possibile a quello da cui provengono. Solo così si sentiranno a proprio agio e mostreranno un comportamento naturale, splendidi colori e ottima salute. Messico:
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Lago Malawi
La colorazione di molti Ciclidi del lago Malawi ha attirato l'attenzione degli acquariofili di tutto il mondo ed ha contribuito a rendere questi pesci molto popolari. Foto F. Zezza (viaggi nel Malawi 1997-1999)
Alba sul Lago, vicino a Monkey Bay
Chembe Lodge
Hongi Island
Klaus Rock
Klaus Rock
Otter Point |
Lago Tanganica
La popolarità dei Ciclidi del Tanganica è costantemente aumentata da quando, verso la fine degli anni cinquanta, vennero importate le prime specie. Inizialmente i Ciclidi provenienti dal lago vennero considerati difficili e fino a che non furono disponibili informazioni sulle caratteristiche chimiche dell'acqua del lago questi pesci vennero tenuti in acque troppo acide. Adesso sappiamo che il fattore più importante per tenere questi pesci correttamente è proprio il valore pH che deve essere comunque sopra 7.5 e preferibilmente tra 7.8 e 9.5. |
Lago Vittoria
Le specie del lago Vittoria presentano molte differenze per quanto riguarda il comportamento, l'ecologia e la morfologia le specie più differenziate sono comunque imparentate con tutte le altre (intermedie) e dunque definire la loro tassonomia rimane molto complicato. La conseguenza è che molti ricercatori preferiscono usare il vecchio nome Haplochromis per quasi tutte le specie di cui il 95% è endemico. Recentemente l'attenzione si è concentrata sul rapido declino delle popolazioni di Ciclidi nel lago seguito all'esplosione demografica del Lates, un predatore introdotto anni fa, ma per molti anni il limitato interesse degli acquariofili è stato in netto contrasto con quello degli scienziati per varie ragioni: 1) Le specie del lago sono di difficile identificazione senza una buona conoscenza della tassonomia. 2) Nessun autore ha tentato di far arrivare maggiori informazioni agli appassionati. 3) Le poche notizie reperibili nella letteratura sono copiate quasi interamente da pubblicazioni scientifiche e riferite a pesci la cui identificazione è sbagliata. 4) Sulla base di esperienze con due o tre specie sono state fatte imperdonabili generalizzazioni come quell, infondata, che il comportamento aggressivo sia una caratteristica comune a tutti i Ciclidi del lago. 5) Se tenute in condizioni non favorevoli molte specie non mostrano i loro brillanti colori. |
Madagascar
A causa della separazione geografica e dell'evoluzione geologica l'isola del Madagascar ospita una gran quantità di specie animali e vegetali endemiche. Non fanno eccezione le specie di Ciclidi, considerate le più primitive della famiglia, che attualmente sono minacciate dalla sistematica distruzione delle foreste e dall'introduzione nelle loro acque di specie alloctone come Tilapia e Ophiocephalus. Foto J. C. Nourissat
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